La ragazza con la leica di Helena Janeczek

 

recensione di Grazia Chillè

Il libro vincitore della LXXII edizione del Premio Strega è La ragazza con la Leica di Helena Janeczek (Guanda editore). Una lettura del tutto al femminile, scritto da una donna per le donne, in modo da poter rendere giustizia al volto sfrontato e malizioso, difficile da incorniciare, di Garda Taro.

Il Premio Strega contribuì alla rinascita culturale del Paese del dopo guerra. Un premio letterario che ha sempre evidenziato gli umori dell’ambiente culturale e dei gusti letterari degli italiani, anno dopo anno, dimostrando quali sono gli argomenti ai quali la maggior parte dei lettori si affeziona.

I libri premiati dal 1947 fino ad oggi hanno raccontato il nostro Paese, documentandone la lingua, i cambiamenti, le tradizioni.

La ragazza con la Leica riunisce al suo interno amanti della lettura e della fotografia, in quanto il racconto prende vita proprio a partire da scatti che immortalano attimi di vita eterni, così come può diventare eterna l’esistenza di una donna, Gerda, dentro le testimonianze e le esperienze delle persone che hanno trascorso con lei pezzi di storia. Da questi ultimi scorci di esistenza nasce il romanzo caleidoscopico basato su riflessioni multiple e costruito sulle fonti originali, delle quali Gerda è il cuore pulsante.

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