Arte incontra Giuseppe Calderone

articolo di Sebastiano Grasso. 

L’immagine che introduce l’articolo ha per titolo «Materia grigia»; opera che sembra tratta del testo più misterioso del mondo, «il manoscritto Voynich»; un codice, risalente alla metà del ‘400, un’enciclopedia illustrata che, per via delle sue intriganti illustrazioni e di simboli sconosciuti, ha catturato l’attenzione degli studiosi di tutto il mondo (ivi compreso il matematico Alan Turing) e, pare, persino dell’FBI (che provò a decifrarlo durante la guerra fredda, convinta che fosse opera della propaganda comunista.).

«Materia grigia» nasce dalla sapiente mano di Giuseppe Calderone. Classe 1975, Calderone dopo il corso sperimentale Grafico Visivo del Liceo Artistico consegue il Diploma Accademico in Decorazione, nonché quello di secondo livello in Arti Visive e Discipline per lo spettacolo in Grafica. Ha collaborato come grafico presso lo studio di architettura ‘Studio a2’ e per le riviste free press «L’inchiostro» e «Next l’ink». Ha realizzato un’opera pittorica per il testo di poesie di Rocco Giudice «Versi Apocrifi». Vanta diverse esposizioni, tra le quali: «Arte urbana» del 1998, «500 Bandiere per essere città» manifestazione curata da Antonio Presti nel 2005; «Street Art» nel 2015; inoltre nel 2013 partecipa a «Civitatis Artefices», un progetto indetto dal Comune di Acireale. Ha fatto parte del gruppo artistico acese «12 Movimenti».