La domenica vestivi di rosso

 

Vera è un nome che etimologicamente potrebbe contraddire un atteggiamento, uno stile di vita e addirittura un romanzo.

Nera è un colore, un aggettivo qualificativo, una maschera nuda imbastita su un personaggio in cerca d’autore che si trascina caparbiamente in una rappresentazione scenica, modellando via via un profilo sempre più adatto alla trama della sua vita, misconoscendo i naturali contorni.

E Nerina dunque chi è? Perché chiederlo adesso? La risposta celebra l’epilogo e mortifica l’acutezza strutturale con cui Silvana Grasso ha condotto La domenica vestivi di rosso Marsilio Editori.

Il rosso è un altro colore proposto, una decisa tinta proiettata sulla retina che galoppa in penombra; la domenica vestivi di rosso è un lungo pamphlet introspettivo, una mistura di peso corporeo e finezza sensoriale che in gara tracciano la parabola ambiziosa e ammaliatrice di una ragazza di provincia, nel turbolento 1968.

La profilazione narra che sia nata femmina in uno spazio geografico in lotta col tempo storico, che sia stata provvisoria figlia di una madre suicida, che abbia avuto due madri tacitamente adottive, a loro volta madre e figlia, allevatrici come fossero fatine Disney e ingombrante reiterato tormento di avere dodici dita dei piedi: emblema di presunto rifiuto maschile, nonché freno seduttivo e inasprita prova di resistenza al mondo.

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La terra scivola di Andrea Segre

Recensione di Grazia Chillè

Torpignattara, Roma.

Francesca e Yasmine, intime amiche, complici. Due culture dfferenti.

Siamo nella realtà evoluta, la questione delle diverse culture presenti in Italia è trattata da un punto di vista 2.0, Yasmine arriva dal Bangladesh già moglie e madre, si contraddistingue per la sua appartenenza a Roma e per il senso di possessività acquisita nei confronti della stessa città.

“E’ proprio perché non sei di qui che sei di qui”.

Francesca è di Padova e colloca corpo e mente in un posto non suo, per caso o forse per necessità.

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Nudi come siamo stati di Ivano Porpora

Il romanzo di Porpora, Nudi come siamo stati, Marsilio editore, meriterebbe due recensioni simultanee, una per mano.

Proviamo a scomporlo,

Una prima parte è centrata sul rapporto discepolo maestro, Severo il giovane pittore, bolso, un fallito che fa arte che convive con la sua Anita, reclutato dall’artista affermato, Arsene, il quale, dopo aver visionato alcuni suoi quadri, decide di impartirgli delle lezioni.

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