Arte incontra Paolo Guarrera

articolo di Sebastiano Grasso

La chiave di lettura che ci aiuterà a interpretare il mondo dell’artista che mi appresto a presentare gravita attorno ad un sostantivo, usato spesso in queste circostanze, «silenzio»; una condizione dello spazio, uno stato mentale, non un riparo ai profughi del caos, né una spiaggia dell’oblio, bensì un laboratorio, un osservatorio dei peccati, delle difficoltà, delle speranze, dei piaceri. Un ambiente dove sperimentare, non il delirio dell’onnipotenza, non la prossimità della morte, ma una sorta di quiete in grado di far comprendere, elaborare, il fardello dell’imperfezione; dove costruire la lacrima capace di scaldare le profondità siderali dell’istante terreno.