Quale civiltà oggi

articolo di Luciana Mongiovi

Nel vorticoso tempo “sospeso” del lockdown, in assenza di informazioni obiettive, siamo stati più o meno privati della possibilità di valutare accuratamente quanto stava accadendo e gli eventi tuttora in corso.
In questo interregno di transizione, contrassegnato da un allentamento delle misure d’isolamento per l’epidemia covid-19, abbiamo bisogno di creare uno spazio di pensabilità del pregresso ma anche di immaginare gli scenari futuri possibili, per poter apprendere dall’esperienza.

Gli effetti significativi su un piano psichico nella cosiddetta fase-due non saranno tanto la paura o la sospettosità con cui riprenderemo ad incontrarci ed eventualmente a riabbracciarci, quanto piuttosto gli scossoni, gli smottamenti subìti dal nostro apparato psichico.
Ma quali sono stati? Quali sono gli involucri psichici, del nostro stare al mondo, coinvolti da questi mutamenti? Quali le cesure e le regressioni attivate? E quali le certezze, cui si fonda la mente, messe in crisi?
Ma è, poi, davvero così?

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