Walter Lazzarin uno scrittore per strada

Ho incontrato Walter un pomeriggio al Duomo. Stava asceticamente seduto su un asciugamano e scriveva a macchina.

La cornice che si profilava comprendeva libri, fogli sparsi, fotografie, orizzonti ignoti, persone nuove, tutto insomma aveva un sapore smaccatamente letterario e picaresco, anche qui, persino a Catania. Due tedeschi, madre e figlia, si sono fermati incuriositi, hanno allungato il rostro divertito e rubizzo e han provato a capire come quel ragazzo si guadagnasse il pane.

«tautogrammi!»

Che solo per fare il classicista en passant parliamo di componimenti in cui tutte le parole hanno la stessa lettera iniziale ταὐτό, lo stesso, appunto. È una roba a mio avviso divertentissima che ha natali datati, dal Veni, vidi, vici di Giulio Cesare, passando per Umberto Eco, Raymond Queanau, fino ad arrivare, ma sì perché no, al nostro Walter Lazzarin che, senza piaggerie, è formidabile.

«ma non conosco il tedesco, hallo, danke» si scusa.

Da tre anni Walter, ex insegnante precario, gira l’Italia con macchina da scrivere a seguito, fantasia e faccia tosta. Nord, sud, est, ovest. In Sicilia è stato ovunque, Enna, Palermo, Catania, Acireale, Messina, Siracusa, Ragusa, un festival a Puntasecca addirittura.

In questi anni ha raccolto consensi, curiosi, accoliti, forse apostoli, ammiratori, migliaia tra amicizie e visualizzazioni. Fino a qualche giorno fa ha tenuto un laboratorio nella libreria Vicolo Stretto a Catania. È stato chiamato da insegnanti, dirigenti scolastici, Repubblica gli ha fatto un servizio, la rivista ilLibraio ha parlato di lui, il Gruppo di Polifemo lo ha intervistato.

«come fa uno scrittore a coinvolgere i passanti?» la butto subito lì. Voglio dire un musicista ad esempio sa come ammiccare al pubblico, come coinvolgerlo, come sedurlo. Grattugia qualche cover degli U2, e si trova subito di fronte una ventina di fanatici. Ma per chi scrive, come si fa?

«e come si fa? Una parola. Io a dispetto di quello che faccio e come appaio sono una persona introversa, quindi puoi immaginare. Per evitare di passare per un accattone, per qualcuno che è qui insomma seduto, per chiedere l’elemosina, mi presento, dico quello che faccio, regalo i miei componimenti e se vogliono spaccio i miei libri»

«è una strategia che funziona?»

«dipende dalla città, sinceramente. A Catania ad esempio è complicato. Le persone diffidano, non abbassano lo sguardo su quello che faccio, non s’incuriosiscono. Forse sarà una questione di soldi, non saprei. In Corso Italia ho avuto un altro riscontro, non brillante eh, ma sempre meglio di questa zona. Se da un lato però a Catania vendo poco, dall’altro è anche vero che qui, a Catania, in Sicilia in generale, il valore umano è elevato. La prima volta un ragazzo si è fermato, si occupava di editoria, subito s è interessato alla mia attività, mi ha invitato a pranzo per discuterne. Ma così tante altre occasioni in Sicilia, cosa che al nord non è mai capitato».

«com’è andata fino ad ora?»

«oggi ho regalato tre tautogrammi e venduto due libri. Poca roba, per due ore che sto qui. Poi ho la capa tosta: resto il pomeriggio fino alle venti anche se non ho venduto nulla»

Nel giro di un paio d’ore avrebbe dovuto fare il check in, nuvoloni si stavano asserragliano e soffia un grecale che toglie ogni dubbio, è bene smontare le tende. Ci salutiamo, ritornerà in Sicilia, sì certo ritornerà, mi regala un componimento, un tautogramma.

È questo, s’intitola Copulare costa:

Calcolando come comunicare concetti carini, Cesare coccolava Cleopatra con carezze, Comandante condottiero credeva che congiungersi con celebrità consentisse calorosi confronti corporali.

Cleopatra civettava come cuccioli che corteggiano chi colma ciotole con cibo croccante,

Calmati,

Calmarmi? – chiese Cesare con curiosità

Copulare comporta conseguenze!

Chiariscile, cara.

Costo circa come cento cortigiane.

Cioè, cifra corretta?

Cedimi cinquecento cavalli

Considerali consegnati

Comodamente caricate, Cleopatra:

Comprami cinque case, ciascuna col cortile!

Concesso

Chinati

Ciucciano capezzoli, constatò che certi capricci compromettono capitali cospicui. “Comunque”, chiosò Cesare, “cose che capitano”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

About Adriano Fischer

Adriano Fischer è docente di diritto e scrittore. Si occupa di narrativa e scrittura creativa. Gestisce il sito di approfondimento culturale “Il Gruppo di Polifemo”. Collabora con numerose case editrici. Ha pubblicato i seguenti libri: “Bella Cohen” per Nulladie Edizioni; “Dissipatio G. M.” per Robin Edizioni; “Assenze” per Delfino Edizioni.

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